Primarie repubblicane in Florida
I dati della Florida sono chiari : Romney ha ottenuto il 46.4 % contro il 31.9 di Gingrich ; Santorum è rimasto al 13.4 % e Ron Paul al 7,00. Tutto più o meno secondo le previsioni della vigilia, anche se subito dopo lo scacco subito in South Carolina Romney aveva avuto una battuta d’arresto. Ma la Florida è uno stato più diversificato della South Carolina e Romney ha reagito agli attacchi di Gingrich. Dopo aver presentato lo stato del suo patrimonio, ha messo in campo i suoi risultati reali sia in campo lavorativo sia come governatore del Massachusetts, incrinando e rallentando la possibile rincorsa di Gingrich, che può vantare soprattutto una presenza a Washington che l’elettorato americano vede come il fumo negli occhi per via delle spese e degli scandali della classe politica.
Gingrich ha dovuto subire il colpo della pubblicità. Non è un mistero che Romney ha raccolto molto più fondi di lui, pure contestato per le donazioni di gruppi di immobiliaristi come Mac che hanno avuto un ruolo negativo nella crisi che l’America sta ancora attraversando.
I prossimi appuntamenti saranno i caucus, assemblee di partito, il 4 febbraio in Nevada, poi in Maine, Colorado, Minnesota, Missouri, per finire a Guam il 18 febbraio. Il 18 febbraio si voterà invece regolarmente in Arizona e il 28 febbraio in Michigan. In tutto sono in ballottaggio circa 200 delegati, quindi ancora lontani dal numero magico di 1144, visto che Romney ne ha raggiunti 74 contro i 24 di Gingrich.
Le prossime elezioni favoriscono Romney che non avrà nemmeno il problema dei dibattiti televisivi dove il suo avversario diretto Gingrich ha una dialettica maggiore, ma Romney ha dimostrato di saper reagire e la sua forza sarà quella di dosare le forze secondo le esigenze e di non strafare.
Le elezioni future più importanti sono in Michigan, uno stato dilaniato da problemi economici, ma dove Romney gode di una larga popolarità. I sondaggi lo danno al 38% contro il 23% di Gingrich, il 17% di Santorum e il 14 % di Ron Paul. Questi ultimi due sembrano non avere i fondi e la forza necessaria per emergere, ma potrebbero continuare a competere per aumentare la loro popolarità e per poter influenzare alcune scelte del partito repubblicano nel momento in cui le elezioni finiranno per designare il candidato alla presidenza, e ci sarà bisogno di unire le forze in campo contro l’avversario del campo democratico.
Ai margini della contesa tra Romney e Gingrich in Florida c’è stato pure uno spot pubblicitario in spagnolo per gli elettori ispanici di Gingrich che si paragonava a Ronald Reagan, esaltava la sua fedeltà alla causa cubana in generale e accusava Romney di essere contro l’immigrazione. Messaggio fuori posto per la possibile divisione in seno all’elettorato ispanico e soprattutto per la reazione di Romney che gli ha fatto notare che sicurezza delle frontiere e riforme delle leggi sull’immigrazione non sono contro l’immigrazione, costringendo Gingrich a sospendere le spot.
Ovviamente il dibattito e le posizioni dei due contendenti alla Casa Bianca sono diversi e sfumati, ma convergono sul ruolo della lingua. In America si deve insegnare la lingua inglese per dare a tutti le stesse opportunità. E’ evidente che più la campagna avanza più aumentano le domande sui problemi del Paese e il partito repubblicano deve trovare una posizione univoca se crede di avere la soluzione in tasca e sconfiggere Obama.
Per il momento tutto è molto fluido e noi guardiamo da lontano perché molte situazioni sono simili alle nostre.
Ernesto R Milani Ernesto.milani@gmail.com 3 febbraio 2012














di Vanni Vincenzi - Phone: 348-7069419
