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Giuseppe Telfener e la Macaroni Railroad

Tra le opera ferroviarie del conte Giuseppe Telfener figura la Macaroni Railroad costruita in maggioranza da operai lombardi nel sud del Texas a fine Ottocento.

Il conte Giuseppe Telfener (1836-1898) è passato alla storia come uno dei più importanti costruttori di ferrovie italiani. Tra i suoi progetti ci sono la ferrovia Tucumàn - Còrdoba in Argentina e nel 1892 la cremagliera fra Saltino e Vallombrosa in Toscana, prima in Italia, dove Telfener affrontò delle pendenze del 22%. Il tipo di ferrovia a cremagliera prevede un’asta dentata inserita in mezzo alle due rotaie per consentire la salita del treno.

Il 15 marzo 1879 Giuseppe Telfener si sposò a Roma in pompa magna con Ada Hungerford, figlia di Daniel E. Hungerford. La sorella di Ada, Louise era andata in sposa a John W. Mackay, magnate delle miniere e delle telecomunicazioni che trascorreva molto tempo in Europa.

Questi sodalizi portarono al disegno comune di Hungerford, Telfener e Mackay e altri soci di collegare via ferrovia New York con Città del Messico che il 18 novembre 1880 diede vita a Parigi alla New York, Texas and Mexican Railway. La prima tratta sarebbe stata Brownsville-Richmond in Texas.

L’idea di Telfener era semplice: costruire la ferrovia utilizzando manodopera qualificata italiana cui avrebbe poi affittato la terra adiacente a modico prezzo, garantendosi così una base solida per il mantenimento della linea. Telfener, in effetti, secondo una legge texana del 1856 avrebbe in realtà ottenuto la terra gratis vale a dire 16 sezioni di terra equivalenti a 640 acri  ovvero circa 4.150 ettari per ogni miglio ( 1.609 metri ) di rotaie posate.

Telfener ingaggiò circa 1.200 operai attraverso il suo agente Gaspare Fossati di Boccaglio in provincia di Brescia. Il gruppo era composto soprattutto da comaschi, bergamaschi, bresciani e trentini che arrivò a Galveston in Texas ai primi del 1881. Furono alloggiati in grandi tende con paghe varianti da 1.50 a 2.00 dollari secondo mansioni. La logistica non fu perfetta e le aspettative disattese al punto che il gruppo dei terrazzieri addetti ai lavori di sbancamento capeggiati dall’ingegner Tagliani abbandonò l’impresa. Ne scaturì uno scandalo che coinvolse il ministro plenipotenziario del governo italiano a Washington, barone Saverio Fava e l’incaricato d’affari in assenza del governo regio a Galveston, il voce-console francese Leon Glandut. Gli italiani furono assistiti e si appurò che lo stato del Texas non avrebbe elargito nessun terreno gratis in quanto le terre libere erano esaurite, i calcoli erano stati fatti male e un’altra legge avrebbe revocato quella del 1856. La compagnia ferroviaria tendeva a minimizzare il problema in quanto l’interesse era concentrato sull’utilizzo dei certificati senza l’esistenza della terra per lanciare delle emissioni di buoni per aumentare il capitale che infine furono effettivamente offerti alla Borsa di Londra con validità trentennale al 6% di interesse.

Nonostante tutto questo trambusto il lavoro continuò abbastanza celermente e il 4 luglio 1882

a  Victoria, sede storica dell’impresa fu festeggiato il completamento della tratta  Rosenberg - Victoria. La ferrovia fu subito battezzata come la Macaroni Railroad ( La ferrovia dei maccheroni) in quanto Macaroni era la dicitura stampigliata sui sacchi di pasta provenienti dall’Italia e destinati al vettovagliamento dei lavoratori italiani. La lunghezza della ferrovia era di che misurava 91 MIGLIA. Era stato un grande insuccesso finanziario, anche se il primo tentativo da parte di un imprenditore italiano di inserirsi in questo campo negli Stati Uniti visti i 2 milioni di dollari spesi per un quarto dei 350 miglia previsti. Telfener cedette la proprietà al cognato John W. Mackay il 9 gennaio 1885 dopo l’annullamento dei permessi di costruzione. Costui la rivendette lo stesso mese di settembre alla Southern Pacific.

Ai primi di febbraio del 1994 la Southern Pacific ha respinto una proposta d’acquisto e riattivazione della linea e la ferrovia ha recuperato sia le traversine sia i binari. Si sono levate molte voci per cercare di salvare la Macaroni Railroad, ma tutti i suggerimenti hanno dato esito negativo.

Che cosa resta oggi a Victoria e nelle vicinanze di questa avventura?

La Macaroni Railroad evoca il mito dell’America della frontiera ed è un punto preciso della storia di Victoria. Il richiamo è costante nei nomi delle località che hanno preso il nome dai fautori di quest’opera : Telferner ( corruzione di Telfener), Edna, Louise e Inez ( figlie di Telfener), Hungerford e Mackay.

E i lombardi? I discendenti degli operai che lavorarono alla ferrovia sono pochi. Di certo ne ha  Luigi Conti da Sumirago in provincia di Varese deceduto il 12 luglio 1949. La moglie Rosa morì nel 1975 a 102 anni. Finito il contratto con Telfener divenne agricoltore e rancher. Ebbe 12 figli. Sia Luigi che Rosa si esprimevano in spagnolo grazie alla vicinanza dei messicani. Avevano acquistato terra dagli Hauschild, famiglia tedesca molto nota per l’aiuto dato ai migranti italiani, coltivato cotono ed ortaggi su larga scala e si erano dedicati all’allevamento del bestiame.

Richiamato dai compaesani in Texas, anche Augusto Tibiletti arrivò sulle rive del fiume Guadalupe.nel 1890. Trovò subito una sistemazione adeguata al punto da convincere sia la fidanzata Maria Rossi sia la sua famiglia composta dai genitori e da altri cinque figli a raggiungerlo. Allevatore e produttore di cotone con un discreto ritorno economico, Tibiletti fu bersagliato dalla sfortuna. Nel 1907, la morte di una figlia e poco dopo della moglie propiziarono il suo definitivo ritorno in Italia. Victoria, Houston, New York, Le Havre, Milano, Gallarate e poi in carrozza fino a Sumirago accolto da mezzo paese. Quasi ricco incappò in investimenti sbagliati. Morì a 42 anni lasciando i figli di fronte ad un’altra vita in un paese a loro straniero.

I nomi anzi i cognomi lombardi punteggiano la storia di Victoria. Li troviamo sulle fotografie delle celebrazioni, sui registri della New York, Texan and Mexican Railway, qualcuno come il Fossati sulle insegne di ristoranti. Pochi epitaffi. Niente Spoon River per loro.

Schianni, Ripamonti, Sala, Conti, Tagliabue, Bianchi, Molteni, Tamburini, Carughi, Nebuloni, Paganini, Ceriani, Lodi, Beggi, Fossati, Tibiletti, Mantegazzini, Pedrotti, Villa, Colombo.

E Giuseppe Telfener? Seguì per un pò la sua impresa e, dopo la vendita, proseguì la sua attività a Roma. Già nel 1878 aveva acquistato dai Savoja, con cui aveva rapporti stretti, villa Potenziani ribattezzata villa Ada in onore della moglie e che aveva poi rivenduto loro nel …… Oggi la memoria di Telfener passa proprio attraverso villa Ada.

Ada Hungerford.

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

 

26 dicembre 2007

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