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Il Libro sul Gelato della tradizione italiana

Australia Sidney 11 dicembre 2017 - Vivere per la dolcezza della gioia di mangiare il gelato e mangiare il gelato per la dolcezza della gioia di vivere. Sono due cose molto ben distinte ma, non sono, da considerare radicalmente separate

Questa, mi pare, sia una possibile sintesi, certamente provocatoria, della prima edizione italiana, in attesa dell’edizione australiana, dell'imperdibile libro di testo sul GELATO - t.a.i. (Tradizione Artigianale Italiana) di Luigi De Luca, Sydney, con radici-di-sangue italiane.

Ho avuto il grande piacere di conoscere Luigi nel mio primo soggiorno a Sydney, in occasione della nascita del mio nipotino Leonardo, primogenito di mia figlia Sofia e di Fernando, australiano con radici-di-sangue italiane e messicane. L'incontro  con Luigi e' avvenuto alla fine della presentazione di un libro in cui veniva offerto, in un piccolo bicchierino di carta con infilata la classica palettina colorata di plastica, un assaggio del suo gelato.

Ho viaggiato in tutti i continenti -e conosco abbastanza bene la Sicilia e le sue tradizioni in cucina- e mai mi sarei aspettato, a Sydney di assaggiare un Gelato-tai che aveva del grandioso, corrispondendo -perfettamente- alla definizione che ne da' Luigi come scrittore (e che è capace a produrre -da Maestro-):”...un armonioso e rinfrescante dessert che deve lasciare freschezza ,naturalezza e morbidezza al palato.”

E chi e' stato capace di dare una definizione come questa. E chi e' stato, nel contempo, capace di produrlo così come lo ha definito. Non e' -assolutamente- esentato dallo scrivere un libro di testo sul Gelato-tai come parola, come concetto e come esperienza di vita. E lo fatto. E con merito.

Conobbi così Luigi e la sua “Cremeria” a Five Dock che è divenuta: meta imperdibile di ogni viaggio a Sydney. Ed in aprile, di questo 2017, incontro Luigi e mi chiede, ed io ne sono onorato,  un parere sul suo libro.

Così nascono queste note di presentazione al suo libro di testo.

Lo scrivo da nonno a nipote australiano, di Sydney, affinché, quando sarà' in grado, lo legga, con adeguata attenzione. Sono certo che gli sarà utile e conveniente ed opportuno.

Prima o poi, carissimo nipote, quando ti troverai di fronte  alle tue radici di sangue italiane, ineludibilmente, troverai chi ti parlerà' della “Dieta Mediterranea” (Patrimonio Ereditario Culturale Immateriale della Umanità UNESCO)....e davvero potrai pensare che su quella ”Tavolata Mediterranea” manchi il Dessert e in particolare  manchi la Dolcezza del GELATO di Tradizione Artigianale Italiana (GELATO - tai) ?

E dico subito che spero, quando mi leggerai, che la Regione Sicilia si sia già fatta promotrice ed abbia già ottenuto il riconoscimento Unesco per il GELATO - tai.

E riaffermo, con Silvano Agosti, ed in sintonia con questo libro, che il primo Patrimonio della Umanità, premessa a tutto ed a qualsiasi altra cosa si voglia chiamare Patrimonio, e' ogni Persona Umana di questo piccolo astro posto nell'universo, nessuna esclusa.

Ray Kurzweil (lo scrittore di “Singularity”) prevede “per il 2030 uno scenario in cui il pensiero biologico sarà ibrido con il pensiero nonbiologico” e “per il 2040 la predominanza assoluta del pensiero nonbiologico” ed allora, nel 2040,“ non riusciremo nemmeno ad immaginare di 'vivere-senza' quelle tecnologie”

E' ormai certo che, quando leggerai, saranno tramontate le attuali “cornici di senso”, e lo sa anche Luigi con il suo 'GELATO -tai QUANTICO” di cui scrive dettagliatamente. Però sappi che questo libro e' parte ineludibile dell'accumulo sapienziale della tradizione artigianale italiana.

E' capace di dire e di far vedere ed ascoltare sempre, pazientemente, “distinguendo e mai separando” il senso del gusto, ed in particolare l'arte della dolcezza, da quello della vista, dello udito, del tatto ed olfatto della tradizione artigianale italiana.

E dice e fa vedere e fa toccare con mano che vale -davvero- la pena di educare- adeguatamente- ogni singolo-senso senza mai perderne la ricchezza dell'insieme.

Certamente tutto questo e' finalizzato per rendere più “ricca” la persona umana di origine biologica. Ma nulla  impedirà di 'andar oltre la biologia'.  Ma questo “andare oltre” spero non  impoverisca la ricchezza gustativa che hai dentro di te, sin dalla nascita.

E qui “ricchezza” non vuole dire solo, nella nostra bella e dolce lingua italiana, “avere tanti soldi” ma molto, molto, molto di più dice di una vera pienezza umana. Ed anche nell'inno ufficiale dello Stato Federale Australiano si parla di “ricchezza” e proprio nella stessa logica di senso.

Questo libro e' anche un dono all'Italia ed all'Australia proprio perché accumulino sempre piu' ricchezza nelle distinte ma non separate dimensioni culturali, sociali, giuridiche, politiche, religiose ed economico-finanziarie. Ma e' anche , basta leggerlo, un dono alla Umanità tutta.

L'Autore e' Maestro e Facilitatore ormai riconosciuto tale a livello internazionale. Conosce bene e dice -bene- della Potenza scientifica-tecnologica della industria alimentare e riconosce il potente primato che dagli Usa si allarga a tutto il globo. Sa anche che siamo, molto, addentro ad una “Money-Society” alla cui “base delle decisioni” predomina, spesso senza alcuna discussione, il solo, ma potente, denaro.

Prende atto di questa Potente Sovranità Scientifico-Tecnologica ma, da amico vero della sana industria, a lei si dirige con questo libro affinché, la sua direzione strategica ed il suo management, valutino, davvero sino in fondo,  la loro convenienza ad agire. E confida, perché li ritiene capaci, di allargare il loro sguardo non solo sulla base dei costi e ricavi rivolti al breve periodo, ma anche dei costi/benefici e dei costi/efficacia, sia nel medio che lungo periodo. Per loro e per la comunità tutta di cui fanno parte.

Il Gelato-tai, ripete più volte, nasce da ingredienti semplici. Ed è dentro la ricchezza della filiera agricola-biologica della tradizione italiana ed anche australiana, per cui già abbiamo potuto assaggiare proprio nella Cremeria De Luca a Sydney, l' AussieGELATOtai. che in una prima traduzione potrebbe essere “Gelato Australiano di Tradizione Artigianale Italiana”.

Ecco mostrato, e tutto da assaggiare, l'accumulo sapienzale oggi australiano capace di fare propria una tradizione ed di andare oltre il troppo povero, come parola, come concetto e come esperienza di vita “ghiaccio-crema (ice-cream)”

Insomma e' anche un aiuto alla “Industria” a valorizzarsi, davvero, “in pienezza” ed anche una richiesta di aiuto alla “Industria” a valorizzare, utilizzando bene la sua potenza scientifico-tecnologica, il Mestiere del Gelatiere, ovunque sia nel mondo, di Tradizione Artigianale Italiana.

Certo GELATO - tai come parola,come concetto e come esperienza di vita. E nel libro c'e' la storia di esperienze di vita, e molto bene illustrate con fotografie molto belle e significative, di Luigi il cui accumulo -consapevole- di conoscenze in tutto il mondo e' davvero notevole; della famiglia d'origine a Messina e della sua famiglia.....ed e' in questo suo scritto ed in queste sue belle fotografie che valorizza pienamente il concetto di GELATO-tai, “povero e nobile allo stesso tempo”, come Patrimonio Culturale Immateriale della Umanità tutta, nessuno escluso.

E scrive -tantissime- ricette, in modo nuovo e con una profondità graziosa, dando ad ognuna di loro “una sana, bella e buona ragione di esistere” e ad ognuna viene assegnato un “nome” così le personifica per dare loro un'etica: di sapere chi sono e cosa devono fare.

Ricette capaci di toccare tutti gli aspetti della vita in comune delle persone... e cosi' mano a mano  leggiamo  un 'rosario di nomi':  “Gelato-Quantico, MultiEtnico, Nelson Mandela, Petali di Camelia, Violetta, Penitenza, Gelsomino. Vegano, Islam, Mistico, Carciofo Sardo, Koscher, Empatico, Beneficienza, Pelo nell'Uovo, Armellina, Affumicato, Afrodisiaco,Terapeutico, Olistico, Funzionale..”...insomma ci fa  viaggiare in direzione opposta alla povertà del disegno della “unificazione dei sapori a livello mondo”....

Luigi, con questo suo libro e' dalla parte “giusta” della storia? Lo dirà in modo definitivo la Storia.

Oggi, dico di Si, perché parla all'uomo di oggi, non di ieri. Ma sa di parlare un poco anche all'uomo di domani perché è Maestro (sa di sapere quello che fa e lo fa molto bene) ed e' anche Facilitatore (capace di dare aiuto nell'andare umano e nella capacità di saperlo misurare).

Tu, nipote carissimo, quando leggerai questo libro ti invito a rileggere i passi del  Vangelo, Atti 8,30-1 quando l'Angelo chiede al viaggiatore che stava leggendo il profeta Isaia:“capisci quello che stai leggendo?” e quegli rispose:” E come potrei se nessuno mi istruisce?”

Si, abbiamo bisogno di Maestri, anche nel tempo di sviluppo esponenziale della Potenza Scientifica-Tecnologica. “Capaci” di “Empatia” come la definisce Edith Stein “di saper apprendere tramite l'altro -persona umana-”

Ed ancora qui troverai, come un filo che lo percorre ed unisce, il concetto che mai, e poi mai, va disprezzato il Corpo Umano di origine biologica perché non si e' mai vista anima umana senza corpo umano.

E che si apre non una semplice strada, ma  una vera e propria autostrada, che porta al disprezzo del corpo se viene a mancare l' Educazione al senso del Gusto  (Dolce, Salato, Aspro, Amaro, Speziato...) sempre distinta e però -mai- separata dagli altri sensi.

E ancora, sui Giudici del GELATO -tai.....e' meglio avere “Giudici in libera uscita” o Giudici che applichino  una normativa pensata ragionata, e formulata bene, dai pochi Maestri Saggi...e tutte le considerazioni di Luigi, scritte camminando sulla “Strada del vero”, appaiono davvero sagge...parla bene, pensa bene, scrive bene....ed e' uomo di fede, Salmo 27-28 “..sono certo di contemplare la bonta' del Signore nella terra dei viventi...”

“..la mente della persona umana vuole abiti, forse, di più dei nostri corpi...” (Samuel Buttler)

La Volpe urla ovunque Libertà, Libertà, Libertà ... “Libera volpe in Libero Pollaio”...ma prima viena la Verità...La Verità che: “il Pollo e' Pollo e la Volpe e' Volpe”...

E va riconosciuto ai “Grandi Italiani” che per quanto sia stato aspro ed anche, a volte, molto doloroso, camminare sulla “Strada del Vero”, il loro dire ha anche il suono dolce della esperienza-vissuta del mestiere di vivere.

Ma io non sono solo nonno di Leonardo, australiano nato a Sydney, con radici di sangue italiane e messicane ma nonno anche di Elisa, Francesco e Ilaria, e zio di Pietro ed Emma tutti loro italiani con radici di sangue italiane.

Questa prima edizione del libro di testo  sul GELATO-tai e' per tutti Loro e, se lo vorranno, sono certo li aiuterà ad educare il loro senso del gusto valorizzando l'intera loro persona umana.

Spero coltivino  ed assaporino la dolcezza dello “stare assieme”, come gli ho visto fare da piccoli, assieme, davanti ad un gelato-tai. E, nei loro occhi  giovanili, intensa appariva la voglia  di non perdere la gioia di vivere sotto questo bel sole e sotto questa bella pioggia sino a quando il nostro Buon Dio lo vorrà.

Diego Scarbolo

tratto da Goethe: “Viaggio in Italia”... davanti al Ponte delle Torri a Spoleto:

L'arte architettonica degli antichi e' veramente una seconda natura che opera conforme agli usi e scopi civili...e adesso soltanto sento con quanta ragione ho sempre trovato detestabili le costruzioni fatte a capriccio...un nulla che serve a nulla...e così dicasi di mille altre cose, così tutte nate morte, perchè ciò che ha veramente non ha in sè una ragione di esistere non può essere grande ne' diventare grande”.

Dr. Diego Scarbolo: e' membro di diverse associazioni, ha viaggiato in tutti i continenti, e' Revisore Legale, Pres.Ctg (Centro Turistico Giovanile) Longobardia,Brescia; Cons.Naz.Ctg Italia-Roma-; PastPres.Ass.”Longobardia”motore primo candidatura UNESCO di Cividale del Friuli, Brescia, Castelseprio(VA), Campello sul Clitunno e Spoleto(PG), Monte Sant'Angelo(FG) ottenuta nel 2011;membro della Ass.Lombardi nel Mondo;membro del Forum delle Associazioni di Promoz. del Turismo Sociale di Brescia(Ctg,Cts,Acli,Arci,Uisp,Aics,ArciRagazzi).

Riceviamo da Dr. Diego Scarbolo e pubblichiamo in data 11 dicembre 2017

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Editoriale

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La Repubblica “riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero”. Il terzo e ultimo comma dell’articolo 35 della Costituzione italiana inserisce la nostra emigrazione fra i valori costituzionalmente tutelati, ma non si tratta di uno dei passaggi più citati della nostra carta fondamentale.continua>>
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