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Artisti italiani per Expo: Dimitri Salonia

Siamo molto felici di poter annoverare tra gli artisti da noi intervistati in concomitanza con l'EXPO di Milano Dimitri Salonia. Dimitri ad EXPO porta i colori, gli odori e gli aromi dei mercati siciliani, con lui il colore è vita.

Dimitri Salonia nasce nel 1941 in provincia di Messina e fin da piccolo frequenta la bottega del nonno Michele Amoroso, pittore di stampo figurativo-impressionistico, allievo di Domenico Morelli ed esponente di spicco della “Scuola dei Macchiaioli Napoletani”. Salonia si avvia verso la pittura traendo ispirazione dai costumi siciliani e dall’Arte Bizantina e Arabo Normanna e dimostra da subito un talento innato. Creatore di uno stile innovativo e originale fonda insieme alla pittrice Lidia Monachino la Scuola Coloristica Siciliana, grazie alla quale tanti artisti possono mostrare al mondo i sapori e la tradizione dell’arte siciliana con i suoi splendidi colori. Nella pittura di Salonia, che scorre tra realtà e astrazione, si riscontrano gli influssi dei Macchiaioli italiani come pure dell’Espressionismo e del Futurismo, nonché tendenze verso l’Arte Informale e l’Action Painting assorbiti e rielaborati in un modo assolutamente personale e unico. L’artista focalizza la sua attenzione verso i mercati siciliani, forme espressive della cultura mediterranea ricche di suoni e colori. Riproduce e rielabora in “scintille per l’eternità” la festa dei colori e la pittoresca esposizione del cibo, riportando in vita le vecchie tradizioni e memorie siciliane.

Le sue opere sono esposte nei più prestigiosi musei del mondo, in numerose chiese italiane e nei conventi Basiliani della Sicilia.

 

1)  Maestro Salonia, ci parli del suo stile e della sua carriera artistica ...

Avrei tantissime cose da raccontare … il mio primo approccio con l’arte è stato con mio nonno Michele Amoroso, un grande artista della Scuola dei Macchiaioli e allievo di Domenico Morelli. Aveva uno studio in Via XX Settembre a Messina e incominciai a seguire le sue orme. La mia natura però era molto diversa, io sono estroverso ed anarchico e amavo di più l’astrazione. Ho concentrato la ricerca sul colore come colore della vita. Il sangue per me non è violenza e guerra, ma è libidine e gioia. Ecco perché mi sono sempre piaciuti i mercati, perché sono ricchi di colore, con la frutta, i teloni, la gente stessa è piena di colore. Io frequentavo molto il mercato della Vucciria di Palermo, mi piaceva mangiare pane e panelli e il pane cameusa, insieme a tanti amici abbiamo incominciato a dipingere queste realtà a più mani e abbiamo così fondato la Scuola Coloristica Siciliana. Mio nonno mi ha insegnato a scoprire la macchia. Mi diceva sempre, se vuoi dipingere un albero, non devi dipingere le singole foglie, ma fai una macchia verde, perché il nostro occhio vede prima la macchia di colore e poi focalizza il resto. Il mio stile lo definisco “Informale Figurativo” perché quando prendo la tela non so ancora quello che dipingerò, faccio in primis una macchia coloristica e poi vado a disegnare quello che vedo.

 

2)   Ci può descrivere l’iniziativa dei mercati siciliani che state portando avanti ad Expo?

Questa iniziativa dei mercati siciliani la sto portando avanti da più di 30 anni. I mercati in Sicilia di origine araba oggi stanno scomparendo perché la maggior parte di questi venditori, che proponevano questo cibo eccellente a poco prezzo, non erano autorizzati e venivano considerati abusivi. Pertanto hanno praticamente distrutto quasi tutti i mercati ed io vado a raccogliere queste voci, odori e memorie portandoli nel mondo e l’occasione giusta è l' Expo di Milano. Il Mediterraneo è il luogo dove si sono affacciati da millenni i popoli che hanno costruito la storia dell’umanità e dove Ulisse viaggiava alla ricerca delle Colonne d’Ercole. Purtroppo quando Cristoforo Colombo andò oltre le Colonne d’Ercole, il Mediterraneo si è perso ed è finita la nostra civiltà. Noi vogliamo recuperarla questa civiltà, perché è qui che è nata la vita!

 

 

3)   Come vive l’esodo biblico degli immigrati che si sta verificando nel Mediterraneo?

Io ho una gran pena per questa gente che scappa dalle guerre, ha fame ed ha bisogno di aiuto. Noi Siciliani siamo stati un popolo di emigranti e provo orrore quando vedo che li vogliono respingere. Dovremmo avere non solo il dovere ma anche il piacere di accoglierli, anche perché la colpa è nostra. Siamo andati a distruggere i loro stati e le loro civiltà e questi ovviamente ora si ribellano. Anche le crociate hanno ucciso milioni di Mussulmani senza nessun motivo e in “Nome di Dio”. Noi non siamo migliori di loro.

 

4)   Qual'è il suo giudizio su Expo?

Expo è una grandissima opportunità, non la volevano fare perché dicevano che non avevamo i soldi. Ma che cosa vuol dire? ... appunto perché siamo in crisi bisogna cercare nuove opportunità. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto noi italiani, non dobbiamo più piangerci addosso perché siamo un popolo di poeti, artisti e navigatori e bisogna continuare su questa strada.

 

5)   Qual è la situazione del mercato dell’arte in Sicilia?

Il mercato dell’arte in Sicilia praticamente non si è mai sviluppato. C’è purtroppo molta ignoranza e non riesco a capire il motivo. Bisognerebbe incoraggiare e finanziare le iniziative a favore dell’arte ma è pura utopia. Proporrei a tutti gli Stati di rinunciare a tutte le armi ed investire nell’arte e nella cultura.

Ringrazio di aver avuto questa opportunità con Expo e sono contento di aver conosciuto delle persone che amano l’arte e che riescono a capire certi problemi e uno di questi è lei. La ringrazio per questa intervista e spero che serva non tanto a me che oramai ho la mia età ma soprattutto ai giovani e alle future generazioni.

 

A cura di Christian Flammia

 

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