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La madrina di "Artisti italiani per Expo": FRANCESCA FAGGELLA

Abbiamo iniziato la nostra rubrica culturale "Artisti italiani per Expo " ad Antibes nella cellula spaziale del Maestro dell'Astrattismo Hans Hartung e abbiamo il piacere di finirla con una speaker e deejay, seguita e amata per molti anni nelle più importanti radio italiane, da Radio105 a RTL 102.5 : FRANCESCA FAGGELLA.

Originaria di Firenze, cresce con la musica nel sangue. Già a 17 anni incide il suo primo disco che diventa subito una Top-ten in Nord Europa e in Canada. Inizia a metà degli anni ’90 a lavorare a Match-Music, attualmente canale 716 di Sky, come inviata e conduttrice di molti programmi del famoso e storico emittente televisivo. Collabora in seguito con Europa 7 e Channel 24 e si distingue per il taglio internazionale dei suoi programmi, conducendo dirette dagli Stati Uniti e dalle principali capitali europee. Con la sua musica eclettica e raffinata, ha fatto ballare migliaia di persone nelle piazze ed sempre stata apprezzata dal "grande pubblico" per la sua simpatia e bravura. Oggi è protagonista in numerose trasmissioni radiofoniche ed è fra gli artisti maggiormente ricercati nelle serate dei locali e negli eventi musicali più prestigiosi di tutto il mondo. Da diversi anni, oltre la sua professione, porta avanti attività di volontariato per aiutare ragazze in difficoltà in Tanzania.

 

1) Francesca, abbiamo dedicato la nostra rubrica culturale “Artisti italiani per Expo “ alla straordinaria figura di Hans Hartung. Il Caposcuola dell’ Arte Informale dipingeva sempre ascoltando a forte volume la musica dei suoi musicisti preferiti: Bach, Vivaldi, Schütz.. . Qual è per Lei il nesso fra arte e musica ?

In realtà quello che penso io è che non c'e' un nesso fra le due cose ma vivono una con l'altra, sono parallele, si sposano e si mixano fra loro. Arte e musica sono praticamente la stessa cosa, non c'è alcuna differenza. La vita è musica e senza musica non ci può essere vita. Musica e pittura sono le massime espressione dell'essere umano.

 

2) Come ha vissuto Francesca Faggella i sei mesi di Expo?

Negli ultimi mesi sono stata spesso all'estero per lavoro e pertanto sono riuscita poche volte a visitare Expo. Però parlando spesso con i tassisti di Milano, che sono sempre il termometro della città, mi hanno riferito che c'è stata troppa aspettativa rispetto a quello che poi la città ha potuto dare o viceversa che la gente ha potuto dare alla città. Il sito espositivo l'ho trovato molto interessante, soprattutto l'idea delle aree tematiche che ho letto sarà riproposto nelle prossime edizioni. Expo andava vista, ha permesso a Milano di essere al centro del mondo per sei mesi ed ha arricchito, in termini d'immagine, notevolmente il nostro Paese. In Europa ho notato tantissima pubblicità sui mezzi pubblici e negli aeroporti con lo slogan .."Fai un viaggio in Italia e visita Expo!"

 

 

3) Può spiegarci quali sono le iniziative di volontariato che sta portando avanti in Africa?

Vado spesso in Tanzania e Zanzibar per motivi di lavoro, ho un pubblico meraviglioso internazionale che mi segue e ama la mia musica. Posso suonare le mie sei ore in compagnia della gente del posto e con un pubblico internazionale meraviglioso composto anche da rappresentanti delle Ambasciate e delle Ong. Inoltre ho avuto la possibilità di visitare un villaggio in Tanzania dove due Dottoresse austriache, Christine Wallner e Cornelia Wallner-Frisee, curano la popolazione di questo piccolo paesino. Danno da lavorare alle ragazze del posto insegnando lavori di sartoria ed avviano i bambini alla scolarizzazione. Vi invito a visitare il loro sito www.africaaminialama.com. Sono una piccola realtà ma stanno facendo tanto in quelle zone. Io sono la loro rappresentante in Europa, vorrei attivare una ricerca fondi sui social network per aiutarle, tra i miei fans e non solo ... è una cosa a cui tengo molto. Se qualcuno è interessato può contattarmi sulla mia mail francescafaggella@gmail.com.

4) Lei è stata per anni un simbolo della radio italiana, qual è oggi il ruolo della radio nella società?

Penso che la radio sia una delle massime espressioni di libertà. Le persone che si collegano alla radio chiedono dialogo, spensieratezza, musica... musica bella. La musica bella però manca perchè purtroppo oggi le radio italiane sono troppo omologate alle grandi etichette e così risultano un pò chiuse... Io penso che il futuro della radio sia online, la puoi sentire dove vuoi e scegliere il tipo di musica che ti piace. Anche per noi speaker il futuro passa dalla rete. Vorrei avere il mio kit personale e andare in onda ovunque sono nel mondo, senza farmi chilometri di traffico per raggiungere gli studi di Cologno Monzese. Se avessi avuto un direttore lungimirante, in questi ultimi mesi che non sono più in radio, mi avrebbe dato la possibilità di andare in onda quando volevo io, nel luogo in cui mi trovavo. Avrei fatto bellissimi servizi da Berlino, Ibiza, Londra, Tanzania e questo arricchisce notevolmente perchè avrei potuto raccontare tante cose, senza passare da una sterile pagina del computer... La radio non deve essere più statica ma deve muoversi. Fra pochi mesi andrò a vivere a Zanzibar e inizierò una nuova collaborazione con una radio locale.

a cura di Christian Flammia

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